Archives for posts with tag: 2019

Non vorrei essere profetico, ma ora che rileggo il mio precedente intervento, a giochi fatti quella “ricerca spasmodica del cinema drammatico e sociale ad ogni costo” sembra più che mai reale.

Il film vincitore di questa edizione è stato “Parasite” di Bong Joon-ho, regista coreano contemporaneo che già nel 2017 aveva scatenato non pochi pruriti sempre al festival, con il suo ” Okja”.

Ma andiamo con ordine, il regista si può dire che abbia attirato il faro dell’opinione pubblica con il suo socialissimo “Snowpiercer”. Un thriller fantascientifico, un treno bloccato nel ghiaccio nel quale convivono gli appartenenti a classi sociali diverse, con diversi privilegi. IL gioco della rivolta degli inferiori è rappresentato con le tinte incalzanti della fantascienza.

Le tinte diventano non meno labili ma più fiabesche in “Okja”. Okja è una satira sociale in piena regola, che non manca di staffilare il marketing e le logiche della grande distribuzione, non meno che l’animalismo più becero. Da questo film in poi ho il mondo cinefilo ha iniziato a guardare il regista coreano con qualche grammo di interesse in più: un conto è il film distopico, molto alla moda e quasi abusato da teen movie sull’onda di Hunger Games. Ma qui non siamo in un teen movie, sicuramente, e nemmeno nel tono naif e pregnante del cinema d’animazione di Myazaki. Pure molto di moda, peraltro.

Okja sta nel mezzo, con la sua forte carica di esplicita satira sociale.

“Parasite” è la versione scremata dal contesto, possiamo dire, di questo interesse del regista per la classe sociale, che inizia con la fantascienza di Snowpiercer e prosegue nell’animalismo. Parasite è una storia di riscatto vero e proprio, ma con una punta di thriller. Diciamo che l’aspetto sociale è decisamente quello più riuscito, e quello che ha più incantato la giuria occidentale e affascinata dall’occhio critico di un degno esponente di un PAese emergente. Inutile dirlo: Paese con contraddizioni sociali eclatanti.

Un altro anno si è concluso e di nuovo temo di non aver raggiunto quel che mi ero prefissato.

La pace nel mondo?

Forse, come proclamano le modelle nei contest di bellezza. Non so per quale motivo, forse è un’abitudine, forse è una mia costruzione che non tiene conto delle sfaccettature della realtà. Ma no, non è la pace nel mondo.

Divulgazione storica, letteraria, artistica accanita e frecciate meno pietose che altrove. Questa è l’idea che nella costruzione di questo blog che cresce mi è nata tra le righe, di solito distrattamente alla fine di ogni pubblicazione nuova.

Nei buoni propositi dell’anno nuovo inserisco una cura più regolare. Parcere subiectis non è mai stato il mio detto latino preferito.

Di nuovo, le feste mi lasciano del tempo per riflettere su un nuovo piano d’attacco. Buon anno nuovo e critico a tutti!

PGB

C’è tempo fino al 19 maggio per gli appassionati della settima arte. Il festival di Cannes è nel pieno della sua 71esima edizione, e regala alcune proposte interessanti.

Cannes, quello che rimane

Coniugare una visita nella splendida cittadina francese con gli impegni lavorativi non è sempre facile. A chi avesse una passione latente, può risultare comunque una buona occasione per vedere lo star system calato in dei panni che non gli appartengono: quelli della sublimazione culturale.

Senza la malizia snobistica che si può percepire in questa frase: è chiaro che allo stato attuale, a Cannes un blockbuster non arriverà. Per ora, certo, ma per avere garantito ancora un minimo di tenore, dobbiamo andare al festival.

Quello che rimane della dimensione di ricerca artistica del cinema, lì lo possiamo trovare

Cannes 2018

Come ho già detto non sono propriamente un cinefilo. Matteo Garrone è stato il primo regista in concorso del quale ho parlato, perché italiano e perché ho avuto modo di vedere certi suoi cortometraggi d’esordio davvero notevoli.

Qui l’elenco completo dei film, per tutti quelli che come me li cercheranno nelle sale in anteprima, o in proiezioni ad hoc nella nostra penisola. Parlerò più avanti delle proiezioni che mi hanno colpito.

In concorso

At War, Stéphane Brizé
Dogman, Matteo Garrone
The Picture Book, Jean-Luc Godard
Asako I & II, Ryusuke Hamaguchi
Sorry Angel, Christophe Honoré
Girls of the Sun, Eva Husson
Ash Is Purest White, Jia Zhang-Ke
Shoplifters, Kore-Eda Hirokazu
Capernaum, Nadine Labaki
Burning, Lee Chang-Dong
BlacKkKlasman, Spike Lee
Under the Silver Lake, David Robert Mitchell
Three Faces, Jafar Panahi
Cold War, Pawel Pawlikowski
Lazzaro Felice, Alice Rohrwacher
Yomeddine, A.B Shawky
Summer, Kirill Serebrennikov

Un certain regard

Border, Ali Abbasi
Sofia, Meyem Benm’Barek
Little Tickles, Andréa Bescond & Eric Métayer
Long Day’s Journey Into Night, Bi Gan
Manto, Nandita Das
Sextape, Antoine Desorieres
Girl, Lukas Dhont
Angel Face, Vanessa Filho
Euphoria, Valeria Golino (con Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea)
Friend, Wanuri Kahiu
My Favorite Fabric, Gaya Jiji
The Harvesters, Etienne Kallos
In My Room, Ulrich Köhler
The Angel, Luis Ortega
The Gentle Indifference of the World, Adilkhan Yerzhanov